Tasso misto In questo tipo di mutuo una componente del tasso è fissa e l'altra componente è variabile. Da qui il nome di tasso misto. La clausola contrattuale relativa al tasso potrebbe suonare più o meno così:
“Il tasso d’interesse applicato è calcolato su due componenti: 70% indicizzato all’Euribor, 30% Fisso”. Premesso che le percentuali fra la componente a tasso fisso e quella a tasso variabile possono variare da proposta a proposta, di seguito vediamo un esempio che chiarirà meglio il comportamento del mutuo a tasso misto rispetto ad un variabile puro:
Esempio:
Mutuo a tasso variabile. Tasso nominale annuo 6%. Con questo tipo di mutuo, se nel periodo precedente l’Euribor (tasso di riferimento) si fosse incrementato del 5%, il nuovo tasso applicato al nostro mutuo sarebbe pari al 6,3% (6% + il 5% del tasso).
Mutuo a tasso misto. Tasso nominale annuo 6%; componenti del tasso: 50% variabile + 50% fisso. In questo mutuo, invece, sempre nel caso in cui l’Euribor si fosse rivalutato del 5%, il nuovo tasso applicato sarebbe pari al 6,15% (6% + il 5% applicato solo sul 50% del tasso).
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Come si è potuto constatare, il mutuo a tasso misto è meno sensibile alle variazioni dei tassi di riferimento (sia in caso di rialzi che di ribassi), in quanto queste incidono solamente su una parte del tasso (la componente variabile) e non, come nel caso dei mutui a tasso variabile, sul 100% del tasso.
A chi è consigliato: a chi desidera cogliere le opportunità offerte dal mutuo a tasso variabile, con la tranquillità di poter limitare i rischi di un andamento non stabilizzato dei tassi.
Aspetti positivi: è collocato ad un tasso più basso rispetto ai mutui a tasso fisso; in più ammortizza gli effetti di un possibile rialzo dei tassi di riferimento.
Aspetti negativi: è collocato ad un tasso più elevato rispetto ai mutui a tasso variabile. In caso di riduzione del tasso di riferimento, solo una parte del tasso applicato (la componente a tasso variabile) beneficia della riduzione.