Mutuo a tasso variabile In questo finanziamento il tasso cambia in funzione della variazione di un determinato indice di riferimento. In passato gli indici di riferimento utilizzati erano diversi (il rendiob, la lira interbancaria, il tus, il libor, il ribor ecc.). Oggi è quasi universalmente adottato l’Euribor, che potrebbe definirsi come il tasso utilizzato nei prestiti fra le banche europee.
VANTAGGI: - Normalmente il tasso variabile è più basso del tasso fisso
- In caso di diminuzione dei tassi la rata diminuisce in funzione del nuovo tasso applicato
SVANTAGGI: - Il mutuatario conosce l’importo della rata solo sino alla prima revisione contrattuale. Quelle successive variano in funzione dell’andamento dell’Euribor
- In caso di aumento dei tassi la rata subisce un aumento in funzione del nuovo tasso applicato
Attenti al tasso! Come si è visto in precedenza, il tasso applicato al mutuo è dato da: tasso di riferimento (Euribor o Eurirs a seconda del tipo di tasso) più lo spread (guadagno della banca). Il tasso di riferimento adottato è lo stesso per tutte le Banche quindi ciò che fa la differenza è lo spread, in altre parole il “ricarico” che ogni Banca applica al tasso di riferimento. Nella pratica, analizzando le offerte del mercato, si possono riscontrare diverse situazioni che non rispecchiano la logica espressa in precedenza. Può succedere che la Banca X, che applica uno spread dell’1,70%, offre mutui al 4,9%, mentre la Banca Y, che ha uno spread dell’1,20%, offre mutui al 5,20%.
La risposta a questo mistero si chiama “Tasso d’ingresso”: molte Banche, pubblicizzano un tasso molto basso, che è applicato solo alle prime rate (da qui il nome di tasso d’ingresso). Trascorso un certo periodo però, il tasso applicato alle rate successive è il cosiddetto “Tasso a Regime”, più elevato del tasso d’accesso.
In conclusione, è più importante conoscere lo spread ed il tasso a regime, che farsi abbagliare da pubblicità abilmente ideate.